Ivan Metro “Alice’s UnderWorld”

Nella mia versione illustrata di Alice nel paese delle meraviglie,durante la fase del “sogno/subconscio” ho deciso di rappresentare Alice da quattro suoi alterego, ognuno dei quali rappresenta uno stato d’ animo in attinenza con gli eventi  del libro. Nello specifico i quattro stati d’animo sono: vivacità, incubo, mistero, euforia.

Vivacità:
Alice era una bella bambina albina con occhi rosa,una peculiarità che la  rendeva unica ma che a volte la faceva sentire un po’ isolata,perchè  come spesso capita  nella fase dell’ infanzia e dell’ adolescenza, se si hanno particolarità che ci rendono diversi dagli altri ,si viene messi un po’ al margine. In un tiepido pomeriggio di primavera Alice era sdraiata sul un bel prato fiorito,gli insetti le giravano intorno come per darle il benvenuto e nell’ aria si sentiva odore di erba ,di fiori,insomma un’ atmosfera  rilassante,così rilassante che Alice sdraiata a guardare il cielo cadde in un dolce sonno…quando ad un tratto vide un bellissimo Coniglio Bianco  con gli occhi rosa.Incuriosita dall’ animale ,che aveva anche  le sue stesse caratteristiche,lo seguì.

Fu così che finì in una lunga tana nella quale cadde dove la sensazione non era poi così male,le sembrava di essere sospesa nell’ aria,come a volte ci si sente in certi sogni…un senso di leggerezza.

Alice atterrò su delle foglie e continuò a seguire il Coniglio Bianco e raggiunse un vestibolo illuminato da lampade con tante porte chiuse a chiave e un tavolo centrale di vetro sormontato da una chiave  che sembrava non aprire alcuna porta, se non una piccolina nascosta dietro una tenda. Una porta troppo piccola e un corridoio troppo stretto per passare. Alice non sapeva come fare, ma tornata al tavolo trovò una bottiglietta con su un cartellino e la parola BEVIMI (Drink Me). Malgrado qualche perplessità e un po’ di timore, Alice bevve un primo sorso e poi, data la bontà del contenuto, ne beve ancora. In breve diventò alta 25 centimetri e avrebbe potuto passare attraverso la porticina, ma… aveva lasciato la chiave sul tavolo e ora, così piccola, non poteva più raggiungerla. Dopo un’iniziale disperazione Alice trovò una scatolina di vetro sotto il tavolo, con dentro un  Muffin con la parola MANGIAMI (Eat Me) . E allora… si ritrovò alta a dismisura ,il muffin era troppo buono,il coniglio bianco che di fretta passava di li la vide e si spaventò,facendo cadere i guanti bianchi e il ventaglio ,Alice nel raccogliere il ventaglio e i guanti da restituire al coniglio,che nel frattempo era scappato,rimpicciolì di nuovo cadendo nel lago di lacrime da lei creato. Nuotando fino alla riva più vicina ebbe modo di conoscere tanti animali che le ricordavano quanlcuno…ma non seppe chi.

In questa prima fase del sogno ,nel leggere il racconto di Lewis carroll,ho avuto una sensazione di vivacità,curiosità, e da qui ho immaginato  che il primo stato d’ animo di Alice fosse appunto la vivacità che ho rappresentato in una versione PoP,capelli rossi e vestito stilizzato rosso quasi rigido.

Incubo:
Alice un po’ triste per essere rimasta sola fra l erba ,una volta che tutti i suoi amici animali se erano andati per la loro strada,indaffarati, continuò a camminare fin quando incontrò il Biaconiglio che non riconoscendola la scambiò per la sua cameriera Marianna. Le chiese di andargli a prendere i guanti bianchi e il ventaglio che aveva dimenticato a casa sua. Alice essendo una bambina curiosa si avventurò nella casa del Bianconiglio,una casa a forma di testa di coniglio molto curata e dal sapore fiabesco,chiaramente pur essendo ancora molto piccola faceva un po’ fatica a passare dalle porte. Una volta nella camera da letto del Bianconiglio dove aveva trovato i guanti e il ventaglio,la sua attenzione fu presa da una bottiglietta dove stavolta non c era scritto nulla e nessuna etichetta diceva cosa fosse,Alice decise di bere . Fu cosi che improvvisamente si ritrovò enorme dento la stanza e non poteva più muoversi…

Prendendo spunto da questo episodio,che trovo tra i piu belli di tutto il racconto,il fatto di ritrovarsi bloccati dentro una stanza per di più piccola,mi ha ricollegato ad uno stato di disagio/incubo.In tutta questa fase ho scelto una tecnica monocromatica con penna Bic nera. La fisionomia di Alice in questa fase del racconto volevo  avesse un po’ le fattezze di un insetto invertebrato.Di conseguenza ho immaginato articolazioni duttili con mani e piedi prensili e affusolati e la fisionomia della testa è stata creata pensando ad una Mantide religiosa che ha un viso triangolare, con grandi occhi. In alcune tavole ho anche ripreso le posizioni delle Mantidi ,in quanto oltre ad affascinarmi come insetto era adatto come riferimento alla fase dell incubo,perchè doveva avere il sapore dell’ attacco e della difesa. I riferimenti allo stile di Tim Burton,per chi li ravvisasse ,sono casuali,non voluti e non cercati,e si evince comunque sia il mio personalissimo stile.

Mistero
In questa fase del sogno ,che per me rappresenta il Mistero,Alice incontra la Duchessa,e successivamente lo Stregatto che le indica la via per incontrare il Cappellaio Matto e la Lepre Marzolina.

Lo stile scelto è uno stile che ricordasse l atmosfera dei film Hollywoodiani anni 40,che mi hanno sempre dato una sensazione di mistero.Di conseguenza ho scelto di rappresentare le varie illustrazioni quasi come fossero un schizzo,con parti rimaste molto abbozzate,e le parti della storia più in evidenza ben colorate e definite. Il Cappellaio Matto l ho immaginato come all’ interno di un ‘ atmosfera circense un po rarefatta.

Euforia
L’ultima fase del sogno per me rappresenta l’ euforia,Alice in una versione “ figlia dei Fiori” entra nel giardino/regno della Regina di Cuori, incomincia a vedere carte da gioco che prendono vita,dove tutto sembra più inverosimile di prima, e senza senso ma allo stesso tempo si avverte leggendo il racconto di Lewis Carroll,una sensazione di piacere-disagio… fino al momento in cui Alice si risveglia e dice fra se e se un po’ frastornata: Che strano sogno ho fatto.

Ivan Metro